“KR70M16 – Naufrago senza nome” di Saverio La Ruina anche interprete assieme a Dario De Luca e Cecilia Foti. Al teatro India di Roma
Parlare sottovoce dell’indicibile
L’idea è poetica prima ancora che teatrale: in un cimitero l’incontro fra un ebreo vittima del genocidio e un immigrato clandestino annegato nel Mediterraneo. Saverio La Ruina autore e regista è anche uno degli interpreti, assieme a Dario De Luca e Cecilia Foti, di KR70M16 – Naufrago senza nome. Il titolo indica che ai morti in mare senza documenti si dà una sigla. Ma l’immigrato non sente ragioni e insiste con il guardiano del cimitero per avere il suo nome sulla lapide di modo che la madre sappia dove sta. E pretesta di avere un documento di riconoscimento, la pagella scolastica che riporta dei buoni voti a comprova che lui è un bravo studente e una persona perbene che potrà essere utile alla sua nuova patria una volta conclusi gli studi in Europa. L’ebreo che a suo tempo è volato in cielo attraverso il camino di un forno crematorio non ama troppo il nuovo arrivato perché ritiene che la vera grande tragedia nella storia umana sia la Shoah che possiede il primato dell’abominio.
Il dialogo fra i tre personaggi è molto morbido, piano, come s’addice a tragedie che non trovano la parola per essere espresse nella loro enormità. L’inferno non è un posto tranquillo ma l’unico modo per parlarne è sussurrare. Saverio La Ruina esprime un teatro politico senza clamore ideologico o propagandistico, molto semplice nella sua manifestazione scenica perché l’importante non è lo spettacolo (inteso come spettacolarità) e nemmeno il messaggio ma la testimonianza. Poi naturalmente lo stare in scena richiede un po’ di tecnica che però serve solo a non produrre involontariamente graffi nella rappresentazione che ne vulnerino la delicatezza.
La Ruina è l’ebreo, Dario De Luca è il custode del cimitero mentre l’interprete del naufrago africano è Cecilia Foti. La scelta di una donna per il ruolo è un ulteriore addolcimento della messinscena, come un parlare sottovoce dell’indicibile.
